Trenta aziende vitivinicole dell’entroterra riminese con i vini Doc Colli di Rimini e Doc Sangiovese di Romagna, 10 postazioni di sommelier, 20 stabilimenti balneari coinvolti, dal Bagno 9 al Bagno 28 di Marina Centro di Rimini, un chilometro di assaggi, di spettacoli, una tempesta di vino (pirotecnica) per il gran finale e i piedi nell’acqua con la fanfara. Questo, ed altro ancora, sarà “P-assaggi di vino” sulla riva del mare, venerdì 18 dalle 21,30 alle 24.
In questo contesto si articolano le iniziative promosse dalla Provincia: ampliamento delle doc,da 5 (rosso, bianco, rebola, cabernet sauvignon, biancame) a 7, con l’aggiunta del sangiovese e dello chardonnay; l’azione di contrasto agli arricchimenti e la tutela del vino
di collina; la valorizzazione dei vitigni autoctoni; l’affermazione del RiminiWineStyle: dalla partecipazione al Vinitaly fino ai Vini della Notte Rosa. Ed ancora Calici di Stelle, Cantine Aperte, Capodanno del Vino, Profumo di Sangiovese, la Sagra dell’Uva e Genuvino, rivolto all’orientamento al consumo dei giovani.
Le province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna e Bologna hanno deliberato con atto di giunta l’adesione al ” Patto per la promozione e lo sviluppo coordinato del turismo enogastronomico nell’ area vinicola collinare della Romagna”, a cui hanno aderito anche altri 10 importanti attori pubblici e privati del turismo eno-gastronomico della Romagna. Le tre province romagnole più Bologna (per il circondario di Imola) e gli altri soggetti territoriali, hanno quindi sottoscritto un pubblico, forte, comune impegno : consultarsi e coordinarsi, attraverso la creazione di un tavolo di lavoro comune, per valorizzare brand e prodotti della Romagna interna.
Il Protocollo d’intesa, siglato il 26 giugno 2008, prevede una serie di impegni e di attività periodiche che ogni soggetto aderente sarà chiamato ad onorare, anche in rapporto e sinergia con gli altri attori; è stato perciò costituito il Tavolo permanente di coordinamento del Pattopresso la sede di Romagna Terra del Sangiovese in Forlimpopoli ; tavolo di lavoro comprendente rappresentanti di tutti gli enti firmatari,che si vedranno per la riunione di apertura ai primi di settembre
“E’ un traguardo, se non storico, certamente importante e concreto per promuovere destinazione turistica e prodotti di qualità della terra e della tavola di Romagna in maniera concertata, condivisa e convincente – ha commentato il presidente di Romagna Terra del SangioveseGiuliano Monti, che ha aperto l’incontro – sta ora nell’impegno di tutti operare affinchè il patto non rimanga il solito pezzo di carta, ma sia l’inizio di un nuovo percorso nel quale la Romagna si presenta ai mercati del nuovo turismo finalmente unita, forte, affiatata..”
Nella presentazione che ha preceduto la firma del protocollo d’intesa, gli interventi degli assessori provinciali all’agricoltura Mauro Morri (Rimini), Gianluca Bagnara (Forlì-Cesena), Libero Asioli (Ravenna) e Gabriella Montera (Bologna) hanno ben
ricostruito ragioni e percorso della nascita del “Patto” (suggerito dalle circostanze storiche e dalle esperienze da tutti attraversate), che si è sviluppato e giunto a maturazione nel corso del progetto europeo Wineplan (2004-2007) : un fecondo laboratorio di stimoli, idee e programmi per la valorizzazione del “terroir” romagnolo con visione strategica e capacità di sintesi per coniugare radici, identità e tradizione con le esigenze di rinnovamento ed innovazione. L’affiatamento e la consuetudine al lavoro coordinato dei quattro assessori ha certamente stimolato e facilitato l’avvio di questi processi, e della loro prima espressione unitaria e concreta : l’aggregazione delle quattro Strade dei Vini e dei Sapori in Romagna Terra del Sangiovese.
Grande soddisfazione e stimolo per lavorare insieme, è stata espressa anche dagli altri protagonisti della firma del “Patto per la promozione e lo sviluppo coordinato del turismo enogastronomico nell’ area vinicola collinare della Romagna” :Pierlorenzo Rossi (GAL L’Altra Romagna), Roberto Ronchi (Consorzio Vini Romagna), Gian Alfonso Roda (Enoteca Regionale), Laila Tentoni (Casa Artusi), Gualtiero Malpezzi (Terre di Faenza), i presidenti delle Strade dei Vini e dei Sapori : Nicola Pelliccioni (Rimini), Gianluca Tumidei (Forlì-Cesena), Morena Trerè (Faenza) e Augusto Zuffa (delegato dal presidente di Imola). All’incontro era presente anche Luciana Garbuglia , vice presidente della Strada di Forlì-Cesena ed assessore provinciale al turismo
La Romagna interna, con la nascita del Patto, si configura così da oggi interessante laboratorio : sulla base di processi e percorsi di “qualità globale”, uniti alla valorizzazione del forte e conosciuto brand “Romagna”, ricca di alcuni prodotti tipici eccezionali (come Sangiovese, Fossa, olio extravergine oliva, ecc.) , della dolcezza e dell’amabilità del territorio pedemontano tra Imola e Rimini, della unicità della cucina e del calore dell’accoglienza, può e deve colpire la domanda di qualità sia nazionale che internazionale dell’enoturismo e dello slow tourism.
In riferimento al comunicato stampa sulle “sottozone per il Sangiovese di Romagna” veicolato in questi giorni dall’Associazione per la promozione del Sangiovese di Predappio e territori limitrofi e ad alcuni articoli comparsi sui media prendendo spunto da tale comunicato, il CONSORZIO VINI DI ROMAGNA vuole fare alcune necessarie precisazioni.
Innanzi tutto l’identificazione delle “sottozone” del Sangiovese, che saranno chiamate “menzioni geografiche aggiuntive”, non sono ancora state individuate/formulate. Infatti, all’interno del Consorzio Vini di Romagna c’è una commissione specifica di esperti che sta lavorando in questa direzione ma non c’è ancora nulla di definitivo. Quindi parlare già di sottozone riportanti in nomi delle aree geografiche (Predappio, Bertinoro, Faenza, Imola e Alta Riminese, come indicato nel comunicato dell’Associazione) è quantomeno prematuro.
La volontà del Consorzio Vini di Romagna è sicuramente quella di poter caratterizzare i propri vini attraverso le “menzioni geografiche aggiuntive” e di farlo in tempi rapidi. Però occorre compiere tutti i passi necessari perché questa operazione possa dare i risultati sperati in un’ottica dell’innalzamento del livello qualitativo dei prodotti e di conseguenza di maggiore riconoscibilità ed attrattività per il mercato.
Iniziative dei singoli produttori, volte ad anticipare i tempi tecnici necessari a questa importante operazione di valorizzazione del Sangiovese di Romagna, sono però controproducenti in quanto ingenerano confusione fra gli altri produttori soci del Consorzio e anche nei consumatori. E questa confusione, ovviamente, non è di aiuto per l’attività di promozione dei vini romagnoli.
PREDAPPIO – La Rocca è pronta a riaprire i battenti dopo il lungo restauro. Il simbolo storico del paese diventerà, dalla fine di luglio, la ‘casa’ del sangiovese, con la nuova gestione dell’Associazione per la promozione del Sangiovese di Predappio, guidata da Giuseppe Nicolucci. Sarà una vetrina per i prodotti tipici del territorio ed un luogo, non solo per conoscerli, ma anche per assaggiarli ed acquistarli. Un rilancio turistico della Predappio enogastronomica.
Inizialmente resterà aperta il sabato e la domenica, sperando in buon afflusso, che potrebbe prolungarne l’apertura.
Un’occasione unica per degustare i migliori vini Ruffino tra storia, arte e vigna. Domenica 25 maggio, dalle 10 alle 18, visite e degustazioni gratuite
Anche quest’anno la tenuta Poggio Casciano aprirà ai visitatori la sua tenuta per l’appuntamento nazionale di Cantine Aperte: infatti, domenica 25 maggio, dalle ore 10 alle 18, sarà possibile degustare alcuni vini Ruffino in un suggestivo percorso a tappe che consentirà di conoscere una delle realtà vinicole più interessanti d’Italia.
Tra le attrattive della tenuta, con la sua bellissima villa rinascimentale, circondata da vaste distese di vigneti, si possono menzionare la scenografica cantina col suo antico pozzo e il suggestivo tunnel sotterraneo di barrique. Altri gioielli della tenuta sono il magnifico giardino all’italiana – perfetto per una rilassante sosta con un buon bicchiere di vino – e una prestigiosa collezione di stampe e acqueforti sul tema di Bacco all’interno della villa.
Il protagonista della giornata sarà però naturalmente il vino. Sarà possibile degustare il Libaio, un rinfrescante Chardonnay, il Riserva Ducale Oro, il Chianti Classico Riserva più conosciuto nel mondo e per finire il Modus, un moderno Supertuscan, un intrigante incontro di Sangiovese, Cabernet Sauvignon e Merlot.
E’ prevista inoltre una novità per quest’anno: i visitatori potranno iscriversi alle “Lezioni di Vino”, un vero e proprio corso di avvicinamento al vino per neofiti . Un’ottima occasione per imparare i principi della degustazione. Inizio previsto ore 11.
La scheda
Ruffino è una importante azienda vinicola italiana fondata a Pontassieve nel 1877, composta da sette tenute in Toscana e una in Friuli e situate al centro delle principali denominazioni toscane (Chianti Classico, Montalcino, Montepulciano, Chianti etc) e friulane (Collio, Isonzo). Ruffino, guidata dalle famiglie Marco e Paolo Folonari, annovera fra i suoi vini sia etichette storiche e prestigiose che hanno fatto la storia dell’enologia italiana, come la Riserva Ducale e il Chianti, sia vini tradizionali o dal timbro più moderno (dal Brunello di Montalcino e Nobile di Montepulciano ai Supertuscan e ai bianchi del Collio) che vengono apprezzati e degustati in numerosi paesi del mondo. Per maggiori informazioni www.ruffino.it.
La crisi è figlia del raddoppio degli ettari di Sangiovese avvenuta negli ultimi 8 anni. Terre Riminesi si allea con altre tre cantine (Feanza, Imola e Savignano) per razionalizzare la produzione ed effettuare nuovi investimenti. Se i nostri ristoratori proponessero i nostri vini, l’agricoltura sarebbe salva
IL FATTO
- Forse è l’ultima spiaggia per i vini di qualità della collina della provincia di Rimini. Ogni quintale d’uva di Sangiovese Doc viene pagata ai produttori, in media, 24 euro al quintale, contro i 220 dei coltivatori di Barolo (tra i 2.800 ed i 3.000 euro lordo per ettaro). Con la cifra, i vignaioli nostrani non riescono a far fronte neppure alle spese.
Questa miseria di remunerazione ha molte cause. La prima, la superficie vitata di Sangiovese in Romagna negli ultimi otto anni è raddoppiata. La seconda, è un fattore culturale. Cioè i nostri ristoratori e nostri albergatori servono tutti i vini del mondo e non i nostri. Se le 20 milioni di presenze si tramutassero nel consumo dei nostri vini, la viticoltura delle nostre colline sarebbe florida ed in grado di investire ancora di più sulla qualità, ma questa è un’altra storia.
Impossibile la fusione tra le due cooperative provinciali Rocche Malatestiane e le Terre Riminesi. Quest’ultima, ha giocato un’altra carta per trovare la chiave del rilancio. L’assemblea del soci, lo scorso 12 maggio, ha approvato un progetto di unificazione che va a coinvolgere quattro realtà romagnole: Terre Riminesi, Copa di Faenza, Terre Imolesi e Cantina di Savignano.
Cantina ad Ospedaletto, dove c’è anche un punto vendita, i numeri di Terre Riminesi: 600 soci, 400 conferitori, 120.000 quintali d’uva lavorata (un terzo del totale provinciale).
Giovanni Tiberio è il presidente da due anni. Argomenta: “Per la prospettiva vera dei produttori riminesi non può passare che dalla filiera cooperativa. Con quest’operazione si cerca di andare a concretizzare il progetto di valorizzazione del Sangiovese. Insieme andiamo a lavorare nella rete della produzione e in quella della commercializzazione. L’unificazione va a significare l’integrazione degli impianti in un contesto di razionalizzazione che significa risparmia dei costi e la possibilità di effettuare gli investimenti”.
“Le varie aree – continua Tiberio – si specializzeranno: la provincia di Rimini per i rossi di qualità, Imola sul rosso e Pignoletto, Faenza sui bianchi. Savignano sarà un punto di conferimento. Su Ospedaletto ci saranno investimenti importanti per lavorare i rossi. Inoltre, con un Piano di sviluppo rurale è possibile attingere fondi della Regione Emilia Romagna e dell’Unione europea”.
Gilberto Grazia è il vicepresidente della Legacoop della provincia: “O seguiamo questa strada, altrimenti la vite della collina non ha molte prospettive, buttando all’aria un patrimonio arboreo di inestimabile valore ambientale. La politica di valorizzazione del Sangiovese passa anche attraverso i gradi: la Doc passerà da 11 a 11,5 gradi, mentre il Superiore da 12 a 12,5”.
Negli ultimi dieci anni, la Provincia di Rimini ha portato avanti una serie di progetti, investendo energie e danari; ci sono stati risultati, ma inferiori alle aspettative. Molta strada della qualità è stata percorsa, ma ci vorrebbero i nostri ristoratori, i nostri ristoratori che dovrebbero fare come i toscani: 10 etichette nostrane ed una fuori regione.
NUMERI
Uva, 300mila quintali
- I numeri vitivinicoli della provincia di Rimini.
- Ettari vitati: 3.000 (erano 2.855 nel 2006)
- Produzione d’uva: 300mila quintali
- Produzione di vino: 220mila ettolitri
- Rendimento per ettaro lordo: 2.800-3.000 euro.
FORLIMPOPOLI – Vini e prodotti tipici d’eccellenza dell’Emilia Romagna trovano casa, a Casa Artusi.
Il centro di cultura gastronomica dedicato alla cucina domestica italiana è diventato ora anche punto di riferimento per la vendita dei prodotti del territorio: una vetrina fondamentale nel cuore della Romagna per la promozione dell’intera regione. E questo grazie alla creazione di due distinti punti vendita che mettono a disposizione del visitatore e del turista le più rinomate tipicità regionali, per la gioia dei gourmet e di chiunque apprezzi i prodotti di qualità del territorio.
Le sinergie virtuose
con i protagonisti della cultura del gusto
Questo è stato reso possibile grazie alla collaborazione da un lato con l’ Enoteca regionale dell’Emilia-Romagna, dall’altro con l’associazione Romagna Terra del Sangiovese.
Nella Cantina di Casa Artusi, situata nei sotterranei del complesso ricavato nell’ex convento dei Servi, ha aperto ufficialmente i battenti la sede distaccata della Mostra Permanente dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna, con circa 200 etichette di vini selezionati in degustazione e vendita.
Nei locali adiacenti a Casa Artusi ha avviato l’attività anche il punto vendita dei vini e dei prodotti tipici di 32 aziende selezionate aderenti a Romagna Terra del Sangiovese, che aggrega le quattro Strade dei Vini e dei Sapori romagnole (dei Colli d’Imola, di Faenza, di Forlì-Cesena e di Rimini).
L’inaugurazione, tenutasi giovedì 29 maggio, ha visto la partecipazione dell’Assessore all’Agricoltura della Regione Emilia-Romagna Tiberio Rabboni, del Presidente di Casa Artusi, Paolo Lucchi, del Presidente dell’Enoteca Regionale dell’Emilia Romagna, Gian Alfonso Roda, del Sindaco di Forlimpopoli, Paolo Zoffoli, del Presidente di Romagna Terra del Sangiovese Giuliano Monti.
Nella Cantina di Casa Artusi
entra l’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna
Con l’inaugurazione Cantina di Casa Artusi diventa così a pieno titolo sede affiliata all’Enoteca Regionale, che dal 1978 si occupa della promozione e valorizzazione dei vini della regione nella sua <a target=’_blank’ href=”http://80.88.83.171/adserver/adclick.php?bannerid=98&zoneid=74&source=&dest=http%3A%2F%2Fwww.comprabanner.it%2Fcgibin%2Fadcycleb%2Fadclick.cgi%3Fgid%3D857&ismap=”> <img src=”http://www.comprabanner.it/engine/impr.en?gid=857″ border=”0″></a>
sede della Rocca Sforzesca di Dozza, in provincia di Bologna. Nella Cantina di Casa Artusi sono in esposizione e vendita circa 200 etichette emiliane e romagnole selezionate da Enoteca Regionale scelte tra i 240 produttori associati, oltre a una serie di prodotti del territorio quali distillati e aceto balsamico tradizionale; nell’adiacente Osteria di Casa Artusi sarà possibile degustare in calice gran parte dei vini in esposizione. La Cantina (dove saranno organizzati periodicamente incontri e degustazioni, allo scopo di promuovere la conoscenza dei vini del territorio), che ospita la mostra e il punto vendita, è aperta al pubblico tutti i giorni tranne il martedì, dalle 12.30 alle 15 e dalle 19.30 alle 2 di notte. L’Osteria è aperta tutte le sere tranne il martedì, dalle 19.30 alle 2.
Con Romagna Terra del Sangiovese alla scoperta dei sapori
del territorio di Pellegrino Artusi
A pochi metri dal punto vendita dell’Enoteca Regionale, nei locali attigui a Casa Artusi in Via Andra Costa 23, ha aperto un punto di informazione, valorizzazione e vendita dei prodotti enogastronomici di 32 aziende selezionate aderenti a “Romagna Terra del Sangiovese”, l’aggregazione delle quattro Strade dei Vini e dei Sapori della Romagna. Il punto vendita di Romagna Terra del Sangiovese è aperto dalle 9 alle 12,30, e dalle 16 alle 18: tutti i giorni, ad esclusione della domenica, lunedì mattina, giovedì pomeriggio e sabato pomeriggio.
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